Venicecard Testata


 
01/12/2009
Una Mostra dedicata a Sergio Leone


Il Festival di Roma ha dedicato un omaggio a Sergio Leone ad ottant'anni dalla nascita ed a vent'anni dalla sua scomparsa, ricordando una tra le personalità più rappresentative del cinema italiano e non solo, attraverso una mostra-evento intitolata Sergio Leone, uno sguardo inedito.
La Mostra, curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, ha potuto avvalersi della collaborazione di due personaggi d'eccezione, i premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che attraverso un allestimento scenico unico e di grande emozione, hanno restituito al pubblico i "tesori" e le straordinarie innovazioni di quello che forse è ancora oggi uno dei registi più "citati" dai cineasti di tutto il mondo.
La mostra ha avuto il diretto coinvolgimento della Cineteca di Bologna e della famiglia Leone, e del prezioso contributo dell'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, della Regione Lazio, di Acea, Fondazione Roma e di Poste Italiane, con il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma.
Nello Spazio Espositivo del grande garage dell'Auditorium gli spettatori faranno il loro ingresso alla mostra sotto lo sguardo di Sergio Leone, dipinto dalla figlia Francesca, e si ritroveranno in un'affascinante penombra dalla quale emergeranno, suddivise in tre serie di proiezioni cinquecento fotografie, provenienti dagli archivi della famiglia Leone, della Cineteca di Bologna e del Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale.
La prima serie di proiezioni ha raccontato Sergio Leone on stage, ovvero una vita sul set. Gli anni dal 1947 al 1961 in cui Leone segue un lungo apprendistato come aiuto regista per molti registi italiani ed americani. Da questa profonda conoscenza del set matura una consapevolezza tecnica che gli consentono di guidare con sicurezza, a soli trentadue anni, la complessa lavorazione (in Spagna) del Colosso di Rodi, il suo film d'esordio, e di ottenere, con mezzi limitati, risultati straordinari.
La seconda serie di proiezioni ha mostrato "I segreti del set", ovvero i sette film diretti da Leone in ventitre anni, risultato di un lavoro ossessivo e di un controllo assoluto di tutti i dettagli. Grazie alle immagini scattate, soprattutto, dal suo fotografo di fiducia Angelo Novi (che lavorò anche per Pasolini e Bertolucci) sarà possibile entrare nei segreti del mondo creativo di Leone.
La terza serie di proiezioni ha rappresentato i corpi e i luoghi dei film di Leone. Il regista ha avuto infatti un suo modo irripetibile di rappresentare la bellezza e di interpretare la fotogenia.
Lo spettatore - sempre immerso nella penombra di una sala cinematografica – ha potuto muoversi verso la seconda parte della mostra, accolto dalla musica di Ennio Morricone, l'artista che più ha contribuito all'unicità dei film di Leone. Seguendo le note, lo spettatore vedrà il camion di una troupe che ha appena scaricato una grande cassa, uno scrigno, ideato da Dante e Francesca Ferretti, da cui usciranno spezzoni di film di Leone, e vedrà proiezioni di sequenze di suoi film, montate seguendo alcune figure ricorrenti della sua poetica.

Alessandro Cuk