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26/10/2009
Una retrospettiva delle opere di Luigi Zampa
La 4. edizione del Festival di Roma ha dedicato un’ampia retrospettiva a Luigi Zampa, una delle personalità più rappresentative del cinema italiano, che ha diretto opere molto variegate: dal cinema di denuncia alla commedia, sempre attento al costume e ai vizi dei suoi tempi con ironia e con qualche sberleffo amaro.
La sua attività di soggettista e sceneggiatura comincia già alla fine degli anni Trenta facendo il suo esordio nella regia nel 1942 con due opere “Fra Diavolo” e “Signorette” che non lasciano troppo il segno. Bisogna aspettare il dopoguerra per apprezzare la maturazione di Zampa con un film “L’onorevole Angelina” che ha una protagonista d’eccezione Anna Magnani che interpreta una sorta di capopopolo in una Roma di borgata nella miseria del primo dopoguerra.
A Roma è stata presentata anche un’opera misconosciuta di Zampa “Cuori senza frontiere” del 1950 interpretata da Gina Lollobrigida, Raf Vallone e Cesco Baseggio. Si tratta di un film girato in un ipotetico paesino della frontiera orientale che, in seguito al trattato di Parigi, viene diviso letteralmente in due. Una linea bianca attraversa il paese e chi sta da una parte è in Italia e chi sta dall’altra è in Jugoslavia con tutta una serie di complicazioni. I cuori senza frontiere del titolo si riferiscono ai bambini, che fino al giorno prima giocavano insieme e poi sono divisi dal filo spinato. E’ uno dei pochi film che parla della lacerazione del confine orientale che si è venuta a creare alla fine della seconda guerra mondiale.
Ma la carriera di Luigi Zampa si è poi sviluppata lungo tre decenni con titoli interessanti che vanno dal cinema sociale di “Processo alla città” (1952) all’intensità drammaturgica di “La Romana” (tratto dal romanzo di Alberto Moravia e presentato al Festival di Roma nell’edizione recentemente restaurata), ma soprattutto verso la commedia. E in fondo Zampa, nonostante le sue digressioni drammatiche, rimane un esponente di spicco della commedia all’italiana con la realizzazione della trilogia satirica, tratta dai libri di Vitaliano Brancati, “Anni difficili”, “Anni facili” e “L’arte di arrangiarsi”, ma soprattutto con alcuni film dove il protagonista è Alberto Sordi. Opere come “Il vigile”, “Il medico della mutua”, “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata” rimangono nella memoria di tutti gli appassionati di cinema e bene ha fatto il Festival di Roma a dedicare questo omaggio al regista romano attraverso la presentazione di 26 delle sue opere facendolo riscoprire in maniera ampia e approfondita.
Alessandro Cuk
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